mercoledì 17 giugno 2009

venerdì 29 maggio 2009

noi giostrai e la nostra vita
fino da piccoli abbiamo cominciato a lavorare con i nosstri genitori alle giostre
e poi abbiamo preso piano piano anche no ile giostre
abbiamo iniziato la nostra carriera tra giostre
la vita e dura
un giorno sei di qua
un altro giorno di la
un giorno non prendi niente
altro giorno prendi
cmq a noi ci piace sta vita

mercoledì 6 maggio 2009

CHE BELLA VITA
LA VITA DEI GIOSTRAIVita da giostrai





La vita è un gran giro di giostra. Carlo Piccaluga, giostraio da generazioni, viso lavorato dalla fatica, racconta, appoggiato alla balaustra del suo sorridente "Brucomela". "Questi vagoni sono il mio 'mestiere', cioè l'attrazione che mi dà da vivere". A Genova, alla Foce, su un'area di 25 mila metri quadrati, tra le case e l'odore della risacca, è incastrato il parco giochi temporaneo: 140 attrazioni, tra giostre, ottovolanti e castelli incantati e più di 700 persone al lavoro. Le giornate della "gente dello spettacolo viaggiante" durano anche 15 ore. Il mattino passa a lucidare autoscontri e tirare a specchio i labirinti, e nel primo pomeriggio si apre al pubblico. Almeno fino a mezzanotte. Niente feste comandate, niente giorno di chiusura, se mai qualcuno di magra. "Domani si smonta tutto e si va a Torino- sospira Piccaluga-. Tirare su e giù i mestieri è un lavoraccio. Un giorno intero per costruire l'attrazione, mezza giornata buona per smontarle e caricare sul camion". Manovre millimetriche del rimorchio negli spazi angusti del luna park. Il "Brucomela" non è che l'ultimo dei "mestieri" della vita di Carlo Piccaluga: "A 18 anni mio padre m'ha regalato il primo autoscontro, poi la giostra ballerina 'Bluebelle' e diverse altre". I giovani perpetuano la tradizione di famiglia: "E' rarissimo che un ragazzo scelga un altro lavoro. E ci si sposa quasi sempre tra due viaggiatori. Tanti anni fa io ho fatto scalpore sposando una 'stanziale'...". Un microcosmo patriarcale: difficile che le donne possiedano un loro 'mestiere': lavorano con i mariti e sono le incontrastate "regine della carovana". E i bambini? "Quando cambiamo città vanno a scuola con un 'quaderno' che segnala a che punto del programma sono arrivati. Perdono al massimo un giorno negli spostamenti; quello che mette in crisi è cambiare amici ogni volta". Il 90 per cento dei giostrai continua oggi a viaggiare, sia pure solo in alcune regioni, gli altri spesso dirigono i luna park fissi come quello all'Idroscalo di Milano, per intenderci o vi hanno stabilito i "mestieri". Anche se, come Carlo Piccaluga, hanno da qualche parte una casa con tanto di fondamenta, la voglia di muoversi ha le 18 ruote del rimorchio su cui si sposta la tradizionale "carovana". Le case viaggianti si addensano in spazi appositi e (nelle città che rispettano la legge) attrezzati: una di fronte all'altra, i gerani sui davanzali, gli interni arredati con cura. Possono costare da 100 a 500 milioni di lire. Le comunicazioni passano, per amore o per forza, via telefonino: "Le bollette sono certe sberle!". Ci addentriamo nel dedalo di rotaie e bracci meccanici. Il "Brucomela" della famiglia Piccaluga costa 280 milioni di lire. Ma ci sono giostre per tutte le tasche: gli autoscontri vanno dai 100 ai 400 milioni, le giostre a cavalli galoppano dai 50 ai 100 milioni, quelle spaziali per adulti, che ti tolgono il fiato, costano dai 300 ai 700 milioni, per poi finire con gli ottovolanti che possono sfiorare il miliardo. Ogni famiglia ha il suo giro legato alle ricorrenze e alle stagioni: i Piccaluga allietano Genova, Torino, Milano, Bra, Pavia, Vigone, dove Carlo ha allestito la "Sala dei ricordi", un vero museo della gente del viaggio. L'assegnazione dei posti dipende dai Comuni: favorito chi è in piazza da più tempo, con la stessa attrazione, anche se talvolta i criteri cambiano. Il "plateatico" per rimanere sull'area assegnata prevede la tassa d'occupazione suolo pubblico e, a parte, l'allacciamento elettrico e quello per l'acqua. "Il problema delle aree attrezzate è annoso -ci dice Gastone Rampazzo, ex-viaggiatore e presidente dell'Anesv, il maggior sindacato della gente del viaggio, cui fanno riferimento circa 400 esercenti degli spettacoli viaggianti-. La maggior parte dei Comuni non rispetta la legge e non predispone aree adatte. Altri cercano di scoraggiare la presenza delle giostre con tasse sul suolo molto alte (a Roma 600 lire al giorno al metro quadrato), o proponendo aree periferiche e difficili da raggiungere". Quando il giro di giostra rallenta arrivano i problemi: "La pensione di un viaggiatore, che è parificata a quella dei commercianti, è scarsa -spiega Rampazzo-. Arriva a 1 milione e 200 mila lire dopo 30-35 anni di lavoro; perciò molti preferiscono continuare a lavorare. La 'Casa di riposo dello spettacolo viaggiante e circhi' a Scandicci garantisce chi non è più autosufficiente. Ma la solidarietà fa sì che si rimanga quasi sempre in ambito familiare". Infine lo spirito: se il giostraio non va alla chiesa, la chiesa va dal giostraio. Il Vaticano ha un responsabile della pastorale per i circensi e la Messa si celebra tra gli autoscontri

sabato 27 dicembre 2008

RAGAZZI AVVISO PER TUTTI

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